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La "guerra dei gessetti", ovvero il warchalking!

Forse dalle nostre parti è ancora un fenomeno raro (o forse no), ma non vi è mai capitato di passeggiare per il centro della vostra città, accanto ad uno di quegli uffici enormi, e notare disegnato sul marciapiede o sul muro stesso del palazzo un evidente simbolo bianco apparentemente insignificante? E magari vicino a quel simbolo un ragazzo seduto su una panchina con un portatile sulle gambe intento a navigare?

Beh, quel simbolo è il marchio del warchalking, ovvero la "guerra dei gessetti", e serve a segnalare nelle strette vicinanze una rete Wi-Fi (wireless fidelity) aperta, e il giovanotto seduto sulla panchina sta usufruendo di tale rete gratuitamente.

Il "fondatore" di quella che in Inghilterra e negli Stati Uniti è ormai una tendenza diffusissima, e sta prendendo piede anche nel resto del mondo, si chiama Matt Jones, un information architect di Londra. Questi un giorno si fermò ad osservare degli studenti che, dopo aver tracciato su una strada la pianta di una stanza di un ufficio e aver preso posto alle proprie scrivanie virtuali, hanno iniziato a navigare con i propri computer portatili sfruttando una connessione Wi-Fi aperta. Pochi giorni dopo Jones partecipò ad una conversazione dove veniva menzionato il linguaggio simbolico di cui gli hobos, i vagabondi della Grande Depressione americana, facevano uso per segnalare, ad altri hobos, come erano stati trattati nelle case che li avevano ospitati.
Associando le due cose e utilizzando un Adobe Illustrator, Jones creò quelli che sarebbero diventati i primi simboli del warchalking. Tale linguaggio è ormai diventato universale.

Ma in cosa consiste nella pratica questo fenomeno? Sono i wardrivers che danno inizio al processo, persone che vanno in giro con un palmare dotato di un antennone alla ricerca di una rete wi-fi. Una volta trovata, la segnalano lasciando un simbolo bianco che descrive anche lo stato di tale rete: due semicerchi che si toccano indicano la presenza del nodo della rete, una freccia seguita da un numero significa che in quel punto è possibile eseguire una determinata operazione (il numero 25 ad esempio segnala che si può scaricare la posta elettronica), un orologio stilizzato vuol dire che si può usare la rete solo in certi orari, un occhio invece, segnala che una rete apparentemente accessibile è in realtà monitorata.

Alcuni wardrivers non si limitano a segnalare i diversi punti di accesso, ma, in un secondo momento creano delle vere e proprie mappe col gps, che si possono inserire su un qualsiasi navigatore satellitare. Dopo di loro è il turno di coloro che, accortisi di uno di questi simboli, sfruttano la connessione wireless a cui si riferisce. Questi possono sia utilizzarla semplicemente per navigare in internet che fare una vera e propria attività di intercettazione passiva dei dati che transitano in quella rete, quest'ultima pratica prende il nome di "sniffing". Per fare tutto ciò, queste persone, considerate da molti dei veri e propri hackers, hanno bisogno di un personal computer portatile, un'antenna (Access Point) di ridotte dimensioni, un tubo (quello più gettonato è quello delle patatine Pringles in quanto è l'unico ad essere foderato con una leggera carta d'alluminio), e una scheda wireless.

Diverse sono le modalità di difesa adottate dalle vittime del warchalking, come per esempio schermare la casa o l'ufficio, oppure adottare password sempre nuove; e diversi sono i giudizi o le posizioni prese nei confronti di questa pratica. Molti condannano il fatto che tale fenomeno facilita di gran lunga il lavoro degli hackers che possono sfruttare le connessioni altrui senza rischio di essere individuati.

Una nota casa produttrice di telefoni cellulari ha definito questa attività come un vero e proprio furto, capace di portare al degrado le prestazioni del network stesso. C'è chi invece sottolinea il fatto che se i network delle società sono insicuri, e vengono quindi sfruttati, il problema è tutto loro, visto che comunque i soldi per creare sistemi di protezione ce l'hanno. Altri hanno addirittura una visione romantica di tale fenomeno, definendo il warchalking come una "tempesta perfetta", capace di riassumere alcuni dei temi preferiti della tech-community, a partire dal concetto di rete senza fili, passando per il richiamo al linguaggio hobo (un "romantico" riferimento al passato), per arrivare infine ad una rinascita di quella che era l'idea originaria del web: una rete democraticamente condivisa da tutti.

Su questa scia è nato anche un Movimento Costozero chiamato "Peacechalking", ovvero una messa a disposizione da parte della pubblica amministrazione, delle scuole, delle università e delle associazioni culturali di punti di accesso wireless ad internet.

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