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Dal web...
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What’s your job? I’m …..

Le figure professionali del III millennio

La velocità con cui il settore ICT evolve e la conseguente evoluzione del business aziendale e degli assetti di mercato
spinge le imprese a ricercare figure professionali adeguate a gestire i cambiamenti in atto.
Nuove tecnologie, nuovi contenuti e nuovi servizi costituiscono la nuova offerta di mercato, sempre più integrata e articolata
e che ha sensibilmente modificato le figure professionali, sempre più orientate alla
multidisciplinarietà, alle competenze di processo e di settore.
Le figure emergenti in campo ICT, che hanno dovuto allargare le competenze da un
campo tipicamente tecnico a un ambito di business, sono varie.
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Solution architect
Programmatore con conoscenze sui micro-processi
aziendali in grado di sviluppare in ambienti multipiattaforma e multivendor.
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Business advisor
Le sue competenze tecniche ed organizzative gli consentono di suggerire al cliente cambiamenti strategici
ed organizzativi in funzione del modello di business adottato.
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Web Project Manager
La figura nasce in realtà come un mestiere “semplice” in un'epoca in cui cioè, progettare un sito era un'operazione tutto
sommato realizzabile da chiunque fosse in possesso di una dimestichezza, anche minima, con l'informatica.
Nel corso di questi ultimi anni la figura del supermanager del Web è cambiata - e anche di molto - diventando una delle più
complete e ricercate nel settore dell'Information & Communication Technology. Come in passato, il suo ruolo principale
riguarda l'intero ciclo di progettazione di un sito, con la differenza che al giorno d'oggi, un progetto Web può essere
metaforicamente rappresentato come un ampio contenitore in cui convivono a stretto contatto
elementi tecnologici, economico-manageriali, sociali, cognitivi e legati alla comunicazione di massa.
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Addetti al customer service
Sono figure su cui investire in misura considerevole per garantire la soddisfazione e la fidelizzazione del cliente in qualità
di interfaccia diretta tra l’azienda ed il mercato. A loro, l’attuale contesto di mercato, impone un’approfondita conoscenza
dell’offerta per poter rispondere adeguatamente e risolvere tempestivamente le problematiche del cliente.
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Demand manager
Interfaccia tra struttura tecnica e struttura di delivery, con la funzione di rilevare e soddisfare particolari esigenze
logistiche.
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Tecnici di vendita
Rappresentati da coloro che si occupano di manutenzione e assistenza presso il cliente, se in possesso di ottime capacità
relazionali, in aggiunta a quelle tecniche, sono particolarmente adatti per
le attività di up selling e cross selling su clienti già acquisiti.
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Funzionario commerciale
La figura sta evolvendo verso un ruolo sempre più consulenziale. In questo ruolo sono necessarie un’approfondita conoscenza
dell’offerta e del settore in cui il cliente opera, nonché dei processi aziendali; solo con questi requisiti il commerciale
può garantire lo sviluppo del business del cliente attraverso l’innovazione tecnologica. Saper trasformare un'esigenza aziendale
in un progetto e poi il progetto in un prodotto, in un insieme di prodotti, in un processo produttivo, o in un servizio, è
tutt'altro che semplice. Per quanto sia dotato di un bagaglio di conoscenze molto ricco ed eterogeneo, il consulente senior
non è un "tuttologo" cui viene richiesto di condurre un progetto con le sue sole forze. È al contrario un grande specialista,
che sopperisce all'utopia della conoscenza assoluta con un'abilità di spicco nella selezione delle risorse umane.
Questa lo rende capace di individuare le persone più idonee a comporre il team di lavoro. In aggiunta, dovrà essere anche un
buon catalizzatore di forze quando la partecipazione al progetto è resa più
complessa dalla presenza di partner strategici o tecnologici.
Negli ultimi anni, queste figure hanno subito un'impennata di interesse in coincidenza
con l'aumento della rapidità dei mutamenti tecnologici e quindi con la difficoltà sempre
maggiore nel seguire l'evoluzione del settore. Di tali figure si prevede una crescita media
annua del 3%, ragion per cui saranno necessari, in ambito aziendale, adeguati investimenti
in formazione per soddisfare le esigenze di competenze innovative richieste dal mercato
del lavoro. Le sole imprese che investiranno con continuità nella qualità delle risorse umane
potranno quindi rimanere al passo con l’evoluzione tecnologica ed essere competitive.
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