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Quando la tecnologia può salvarti la vita

Si tratta di un microchip non più grande di un granello di riso situato all'interno di una capsula, a sua volta molto sottile. Tale capsula viene infilata nell'area del tricipite tra il gomito e la spalla del braccio destro, il tutto attraverso una procedura che dura solo alcuni minuti e che utilizza un'anestesia locale. Il VeriMed Patient Identification System, questo il nome completo del dispositivo, ha la capacità di emettere, stimolato da uno scannar, segnali in radiofrequenza.

Gli scopi del congegno possono essere molteplici, forse il più evidente, e anche il più utile, è la possibilità per un medico di aver "accesso immediato ad importanti informazioni sulla salute dei pazienti che arrivano ad un pronto soccorso in stato d'incoscienza, deliranti o incapaci di comunicare" (Yahoo Finance).

In America sono 500 gli ospedali che hanno firmato un accordo con VeriChip, la società dove ha visto la luce il sistema VeriMed basato su tecnologia RFID. C'è da sottolineare però che, fino a poco tempo fa, solo una piccola parte di questi si era dotata dei lettori necessari per l'utilizzo del congegno. Sono invece 18 i pazienti, tutti affetti da diabete, che hanno deciso di sperimentare questo chip identificativo e quindi di farselo impiantare nel braccio. Di recente VeriChip ha anche stretto un accordo con l'Alzheimer Community Care, un'organizzazione promotrice da sempre di innovazione scientifica e non solo; le due società affronteranno insieme una ricerca che coinvolgerà 200 volontari affetti dal morbo di Alzheimer. Per questo morbo in particolar modo Veri Med potrebbe essere utile, visto che chi ne è affetto soffre di perdite di memoria che spesso non permettono di rivelare la propria identità.

Ma quali sono i motivi che non permettono ad un'invenzione così utile per la salute di avere successo? Una delle cause, probabilmente, è stata la cattiva pubblicità fatta dalle associazioni liberali quando il dispositivo è arrivato sul mercato. Tali associazioni sostengono infatti, che l'utilizzo di un congegno come VeriMed sia una grave violazione della privacy. La stessa Applied Digital Solution, la società che controlla la VeriChip, ha ammesso le difficoltà a far accettare questo tipo di tecnologia.

C'è chi addirittura preannuncia il rischio di problemi di sorveglianza e controllo. E in un'epoca come la nostra, dove si parla di analisi delle impronte digitali, riconoscimento dell'iride o vocale, e ancora, bancomat biometrici, intercettazioni telefoniche, Grande Fratello, ecc., un discorso come questo non sembra poi così assurdo. Ricorda un po' il racconto di Philip K. Dick, Minority Report, reso famoso sul grande schermo da Steven Spielberg, dove si arrestavano assassini prima ancora che commettessero un omicidio perché si poteva leggere la loro volontà di farlo.

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