Complesse organizzazioni di cellule nervose sono presenti in quasi tutti gli organismi
viventi, con compiti di riconoscimento delle configurazioni assunte dall'ambiente
esterno, memorizzazione e reazione agli stimoli provenienti dallo stesso.
Il cervello umano rappresenta probabilmente il più mirabile frutto dell'evoluzione
per le sue capacità di elaborazione delle informazioni.
Al fine di compiere
tali elaborazioni, le reti biologiche si servono di un numero imponente di semplici
elementi computazionali (neuroni) fittamente interconnessi in modo da variare la
loro configurazione in risposta agli stimoli esterni: in questo senso può parlarsi
di apprendimento ed è questo tratto distintivo della biologia che i modelli
artificiali cercano di catturare.
Nei vertebrati, ogni neurone riceve segnali attraverso ramificazioni dette dendriti
e produce a sua volta un segnale, che trasmette poi ad altri neuroni attraverso una
fibra ramificata detta assone. Una rete neurale artificiale riceve segnali esterni
su uno strato di nodi (unità di elaborazione) d'ingresso, ciascuno dei quali è
collegato con numerosi nodi interni, organizzati in più livelli. Ogni nodo elabora
i segnali ricevuti e trasmette il risultato a nodi successivi.