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I pirati del web attaccano di nuovo

Era dal 2002 che non veniva effettuato un attacco dai "pirati informatici" così pericoloso, e invece il 6 Febbraio scorso sono stati colpiti tre dei tredici root sever che gestiscono il traffico mondiale di internet.

L'attacco, confermato dagli esperti statunitensi del Dipartimento di Sicurezza Nazionale (Department of Homeland Security), è iniziato alle 5:30 del mattino, è durato circa dodici ore. I pirati dopo ore di sovraccarico di dati falsi allo scopo di rallentare il web, sono entrati in ben tre rootserver. I gestori di questi megacomputer però sono riusciti a filtrare questa enorme mole di dati verso quelle che vengono chiamate le "zone morte", facendo fallire l'intento degli hackers e facendo in modo che noi comuni navigatori non ci accorgessimo di nulla.

Tecnicamente è stato un attacco DDOS (Distribuite denial of service) e ha colpito il cuore della rete. I root server infatti sono dei server che gestiscono le estensioni di internet, ovvero .com, .org, .net, ecc, e convertono un nome simbolico nel corrispondente indirizzo IP. In tutto il mondo sono solamente tredici, 10 si trovano negli Stati Uniti, due in Europa, uno a Londra e uno a Stoccolma, e l'ultimo a Tokio. Per capire il ruolo fondamentale di questi server, basti pensare che se venissero spenti nessuno potrebbe più navigare su internet e l'economia mondiale subirebbe danni di proporzioni gigantesche.

Restano un mistero i motivi dell'attacco. Probabilmente si è trattato di una dimostrazione delle capacità di pirateria di chi lo ha attuato, un gruppo di hackers organizzato che però non è riuscito a nascondere del tutto la propria posizione. Si è accertato infatti che molti degli attacchi provenivano dalla Corea del Sud. La vittima, la compagnia UltraDNS, gestisce il traffico dei siti con il suffisso ".org" e ".info". I server più bersagliati dall'enorme afflusso di dati sono stati quelli del Dipartimento di Difesa Americano e dell'Icann, ovvero l'ente che assegna i nomi di dominio. La rete, nonostante la potenza inaspettata dell'offensiva si è comunque dimostrata, almeno per ora, sicura.

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