Il sogno del pc terzomondista

Non è la prima volta che si sente parlare di computer economici contro il
digital divide, ma stavolta il pc a 100$, studiato
dai cervelloni del Mit (Massachusetts Institute of Technology) per i bambini del terzo mondo, sembra avere
i requisiti necessari per finire direttamente nelle mani dei bambini poveri.
"Un progetto per ogni bambino", questo il nome del progetto lanciato dal Mit in 5 Paesi: Brasile, Cina, Egitto,
Sudafrica e Thailandia.
Capitanato da Nicholas Negroponte, responsabile della divisione Media Lab interna al Mit, il progetto prevede la costruzione
di pc low cost che i Governi o associazioni benefiche acquisteranno per poi consegnarli non alle scuole ma direttamente ai bambini.
Così facendo il pc diventa un oggetto personale, che si presume sia conservato con cura e che consentir?al bambino di prendere
confidenza con il digitale senza che la cultura sia imposta dalle Istituzioni.
"La proprietà del pc è un punto assolutamente cruciale" ha affermato Negroponte "avete mai lavato un'auto
presa a noleggio?"
L'idea è quella di un'istruzione open source, cosa che svela la tecnologia di base del pc terzomondista: Linux e software gratuiti,
senza costi di licenza ma con tutte le funzioni essenziali per scrivere, comunicare e navigare sul web.
Pensato per funzionare in condizioni ambientali diverse da quelle di un ufficio o di un appartamento, il pc terzomondista è
nell'intenzione dei suoi ideatori, la chiave per l'alfabetizzazione informatica dei Paesi poveri. Di piccole dimensioni, ricoperto
da una scocca anti-urto - "deve essere indistruttibile" ha chiosato Negroponte -, nell'aspetto più simile a un
giocattolo che a un oggetto tecnologico, dotato di una cinghia che funge da tracolla e cavo di alimentazione elettrica, presenta
sul lato una manovella che consente di ricaricare la batteria in zone in cui non è disponibile elettricità.
Su come realizzare il sogno del pc a 100$ Negroponte ha le idee chiare: una drastica riduzione del software e niente costi di licenza,
l'utilizzo di un sistema operativo gratuito come Linux, display da 12 pollici in grado di lavorare in bianco e nero per consumare meno,
Cpu da 500 Mhz, niente disco fisso ma memorie flash, tanta memoria (1GB) per lavorare senza rallentamenti, niente lettore cd o dvd, Usb
e Wi-Fi di serie affinchè Internet sia un canale di scolarizzazione e di istruzione dei bambini africani, sud americani e asiatici,
ovvero i primi destinatari del progetto. Questi gli ingredienti per restringere i costi... l'obiettivo è quello di ridurre
ulteriormente il prezzo sperando che la produzione raggiunga alti numeri; secondo quanto sostenuto da Negroponte si garantiscono
comunque 10$ di utile al produttore, se il prezzo di vendita dovesse scendere a 90$.
Una cifra irrisoria per portarsi a casa un pc a un decimo del prezzo che paga un consumatore occidentale, milioni di bambini poveri
potranno scoprire il mondo della conoscenza attraverso l'immensa biblioteca elettronica di Internet.
Il pc contro il digital divide è qualcosa di più di un sogno da bambini... è un'opportunità per i bambini meno fortunati!