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I cinque lustri del Personal Computer

Non si direbbe, o forse gliene davamo anche di più, ma l'oggetto che ormai fa parte dell'arredamento di ogni casa e con il quale lavorano milioni di persone in tutto il mondo ha da poco spento venticinque candeline.

Era il 12 Agosto del 1981 quando l'IBM convocò, presso il Waldorf Astoria, hotel di New York, una conferenza stampa, per circa un centinaio di giornalisti, dove venne presentato il primo Personal Computer, o almeno il primo computer ad essere chiamato in questo modo, (simile e precedente era il mini computer Macintosh della Apple). Il PC IBM fu pubblicizzato da un mimo con il volto di Charlot che gesticolava attorno alla nuova macchina; il piano di marketing previde una vendita di 200 mila esemplari in cinque anni, ne furono venduti 250 mila nei primi dieci mesi e la diffusione aumentò anche grazie al fatto che IBM non coprì il progetto con brevetti e vincoli legali. In questo modo altri produttori si inserirono immediatamente su questo mercato visto il grande successo ottenuto dal primo esemplare.

Il modello in questione era il 5150, che, senza monitor e floppy e con una RAM di 16 KB, era venduto per la "modica" cifra di 1565 dollari e andava collegato ad un televisore e a un lettore di cassette. A 2665 dollari invece, si poteva acquistare la versione con 64KB e un floppy. Ancora più costoso era il modello completo di monitor, due floppy drive e stampante ad aghi a 80 colonne, si arrivava a 4425 dollari. Venne soprannominato "pizza box", in quanto era molto più piccolo rispetto agli enormi mainframe di quei tempi.

Non tutti capirono che fu l'inizio di una vera e propria rivoluzione di costume. Ken Olson, presidente della Digital Equipment, rifiutò dall'IBM l'incarico di scrivere il sistema operativo della macchina, sottolineando il fatto che per lui non esisteva una ragione al mondo per la quale una persona avrebbe dovuto mettersi un computer dentro casa. Mai errore di valutazione fu così enorme, e Olson se ne accorse già l'anno seguente, quando il Personal Computer, visto l'enorme successo ottenuto, finì sulla copertina del Times come "persona dell'anno". L'incarico venne poi assegnato a una piccola società in crescita, una certa Microsoft, diretta dall'allora giovanissimo Bill Gates, il quale sviluppò il Disk operating system, ovvero Dos.

Dopo la presentazione del 5150, che aveva una potenza di calcolo superiore a quella dei sistemi che permisero all'uomo di arrivare sulla luna, ma di gran lunga inferiore (quasi mezzo milione di volte) a quella dei sistemi odierni, seguirono altri modelli e il Personal Computer ebbe una diffusione esponenziale che costrinse tutti gli altri produttori di "computer individuali" a cambiare obiettivi, ricostruendo i paradigmi di un'intera industria nascente, determinando un profondo cambiamento nel modo di lavorare. In seguito, entrando anche nelle nostre case, ha causato cambiamenti nella vita di tutti i giorni; non siamo più capaci di utilizzare una matita, una gomma o un po' di carta carbone… "Tutta questa tecnologia ci sta rendendo analfabeti!" Il Personal Computer viene ormai utilizzato in ogni circostanza, diventando così una strumento indispensabile. Viene da chiedersi quali altre evoluzioni comporterà il computer del futuro, una strumento che a quanto pare, sarà sempre più piccolo e potrà addirittura essere innestato nel nostro corpo e usato a livello subliminale.

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