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In Umbria l'Open Source operativo

Dopo essere stata la prima ad emanare una legge in favore dell'adozione del software libero nella Pubblica Amministrazione locale, la Giunta Regionale umbra ha finalmente stanziato i fondi per favorire l'attuazione della legge del Novembre 2006 (Norme in materia di pluralismo informatico e sulla diffusione del software a sorgente aperto).

La Regione Umbria ha infatti varato un bando che alloca 500 mila euro complessivi per favorire il passaggio da sistemi basati su software con licenza all'open source. E' il primo caso in Italia in cui un organo di governo favorisce l'indirizzamento verso soluzioni informatiche aperte a basso costo; il bando approvato, di cui già sono stati stanziati i primi 100 mila euro, si rivolge a enti pubblici, scuole, universitàe istituti sovvenzionati direttamente dallo Stato per introdurre o potenziare, all'interno delle proprie strutture, l'utilizzo di software libero.

"Con lo stanziamento dei primi 100 mila euro da parte della Giunta e con la predisposizione del regolamento che individua le modalità di assegnazione dei fondi, la legge sull'open source diventa pienamente operativa" ha dichiarato il consigliere regionale Oliviero Dottorini, promotore della proposta di legge.

Obiettivo del bando è alleggerire gli istituti scolastici del peso economico delle licenze software per favorire nuovi investimenti in attività di formazione.
Per avere un'idea del risparmio che l'open source offre, basti pensare che gli uffici della regione Umbria spendono circa 650 milioni di euro l'anno per le licenze Microsoft. Attualmente negli uffici del Consiglio Regionale sono state già installate e sono in via di sperimentazione 90 postazioni che utilizzano Open Office al posto di Microsoft Office; si tratta, per ora, di un piccolo risparmio da reinvestire a breve in formazione.

I progetti finanziabili dal bando "sono quelli finalizzati a sviluppo, diffusione e conoscenza del software open source, all'utilizzo consapevole di strumenti informatici liberi, alla diffusione di nuove tipologie di licenze d'uso di prodotti software". Il bando prevede la copertura delle spese relative "alla progettazione esecutiva, all'acquisto e al noleggio delle attrezzature, alla formazione e alla diffusione del progetto e dei risultati".
Tra i progetti pilota più rilevanti va citato quello dell'Università degli Studi di Perugia per l'attivazione di punti di ascolto e di supporto a sostegno della migrazione verso l'open source.

Chapeau all'Umbria che con grande intelligenza e sensibilità ha capito che seguendo la strada che sta percorrendo l'informatica negli ultimi anni, cioè quella della diffusione dell'open source, si possono combinare innovazione e risparmio di risorse pubbliche.

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