Un mondo On Demand

Riflessioni di Maurizio Tufo, presidente dell'Infordata
Per On Demand si intende una nuova visione, un ambiente complesso e informatizzato che comprende le infrastrutture tecnologiche, gli applicativi, così come i servizi e il rapporto con il cliente. L'innovazione e la fiducia.
Non si parla più di applicativo mero e semplice, ma di un'offerta completa per il cliente di fascia media, la PA locale, le banche, è la possibilità di avere un ambiente ampio, completo e sinergico, che consenta la collaborazione, e che sia scalabile e mutabile a richiesta e nel tempo, a seconda delle esigenze che si verificano man mano.
E' l'infrastruttura che comprende anche il progetto di un ambiente integrato e la sua realizzazione.
Oggigiorno le aziende lavorano in modo diverso, nel mondo della supply chain si tende sempre più verso la coprogettazione, resa possibile anche da Internet, per cui le aziende non sono più attratte dalla tecnologia in se stessa, ma da quello che può fare per loro: benefici pratici, soluzioni concrete. In questo scenario non ci si può occupare solo di hardware e software, ma bisogna proporsi come dei veri e propri partner al fianco e in aiuto del business, per una migliore affermazione nel settore industriale di appartenenza, supporto che comprende anche l'ottimizzazione delle varie aree quali marketing, organizzazione e servizio clienti.
Questo lo può attuare l'IBM perchè dispone dell'offering più completo e integrato che va dalle infrastrutture agli skill applicativi, per cui qualunque strategia il cliente decida e qualunque strada prenda lo si può accompagnare, assecondandolo nelle trasformazioni di business.
La storia parte dal lontano '95 quando l'IBM, in controtendenza rispetto agli altri operatori del mondo IT, decide di investire in tecnologia e non solo sui servizi. Esemplare da questo punto di vista è l'ultimo nato in casa IBM: il processore Power 5, dove l'ingegnerizzazione atomica delle soluzioni ha portato a un chip virtuale multipiattaforma che può far girare diversi elaboratori e diversi sistemi operativi contemporaneamente, ognuno con le proprie applicazioni.
A fianco della tecnologia l'IBM, sino a poco tempo fa strenua sostenitrice dei brevetti proprietari, sta pianificando investimenti sempre più rilevanti su sistemi open, in tal senso gli investimenti per ampliare l'utilizzo e il supporto di Linux su tutta l'offerta software IBM Workplace. Già il 2004 aveva visto infatti tassi di crescita a due cifre nel numero di clienti che implementano su Linux i software collaborativi di IBM come WebSphere Portal, Lotus Notes, Lotus Domino e Lotus Workplace.
Per ampliare ulteriormente il panorama nel 2002 l'IBM ha acquisito la PricewaterhouseCoopers Consulting dando un nuovo impulso alle sue divisioni di servizi e ricerca aprendosi alla consulenza direzionale da affiancare ai tradizionali servizi tecnologici.
Questo comporta avere la capacità di saper guardare dentro un'azienda e suoi processi per capire dove sta il valore dell'azienda e farvi confluire gli investimenti, scegliendo fra hausing e outsourcing; così come saper razionalizzare l'infrastruttura attraverso ad esempio la server consolidation.
Le aziende devono saper stare al passo coi tempi e se da un lato abbiamo il mondo dell'infrastruttura (tecnologia, affidabilità, virtualizzazione, server consolidation, continuità, standard, picchi di potenza) dall'altro vi è proprio la business transformation e sulla sinergia di questi aspetti si basa l'on demand.
Per cui con la solidissima tecnologia di cui dispone, la scelta di sistemi aperti e collaborativi e la capacità di essere consulente, l'IBM è in grado di supportare le aziende che desiderano stare al passo coi tempi, nel senso che dispone di prodotti e servizi completi da mettere a disposizione delle aziende per aiutarle e stare al mondo dell'e-business on demand.