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Tim Berners-Lee

Tim Berners-Lee, uno dei 20 pensatori del XX sec. per Time Magazine, è il creatore del World Wide Web. Riceverà il 15 giugno prossimo il maggior premio di tecnologia a livello mondiale: il Millennium Technology Prize 2004 attribuito in apprezzamento degli sforzi "per innalzare la qualità della vita, basati sui valori umani, e per lo stimolo di uno sviluppo economico sostenibile", conferito dalla Finnish Technology Award Foundation; nonchè un milione di dollari, cifra che si accompagna a tale riconoscimento.

Tim Berners-Lee lavora attualmente presso il MIT di Boston e presiede il World Wide Web Consortium (W3C), che contribuì a fondare nel 1994, un organismo no-profit impegnato nel migliorare il funzionamento della Rete, che si propone di divulgare la libertà di espressione su Internet e lavora tutt'oggi per elaborare la Rete di domani, concepita secondo i criteri di indipendenza ed integrità e l'ha indirizzata verso interessanti traguardi futuri.

Si tratta infatti di una rivoluzione epocale, è l'ideazione di uno "spazio" in cui individui ed organizzazioni comprano, vendono e si scambiano informazioni, dati e servizi. Il web ha una portata e delle potenzialità decisamente esponenziali rispetto agli altri mezzi mediatici: la stampa, la radio e le televisioni possono trasmettere informazioni; posta e telefono, anche se permettono scambi, sono individuali o lenti e sono privi della capacità tipica dei computer di mostrare, creare, mediare ed eseguire in automatico.

In "Weaving the web" ("L'architettura del nuovo web", Feltrinelli), racconta la sua storia assieme alla sua squadra del W3C. E' la storia di una creazione ed evoluzione continua sottesa dall'idea dell'informazione globalmente diffusa e condivisa, dove il web è pensato come mezzo per codificare il sapere e la comprensione umani, grazie all'infinito tessuto distribuito di connessioni, "non riuscii più a togliermi dalla testa che i computer sarebbero diventati molto più potenti se fossero stati programmati in modo da mettere in connessione informazioni altrimenti scollegate fra di loro".

Il suo web e' un luogo aperto alla crescita decentrata e organica di idee, dove tecnologia e società si fondono e integrano in "un tutto potenzialmente collegato a tutto", come un'utopia che ci regala una libertà mai vista prima e ci consente di crescere in modo più veloce di quanto non fosse possibile quando restavamo impelagati nei sistemi gerarchici di classificazione.

Tecnicamente Tim Berners-Lee ha pensato di riunire l'ipertesto e il computer network, e ha sviluppato il primo browser nel 1990, ma il pensiero che lo sottende vede il web non una miniera di informazioni da scavare e nemmeno solo uno strumento di ricerca e di consultazione, così come commercio elettronico e mercati azionari di tutto il mondo sono solo una parte del web. In tutte le sue svariate versioni, commercio, ricerca, piuttosto che navigazione pura e semplice, il web è già una componente talmente importante della nostra vita che la sua familiarità ha offuscato la nostra percezione della sua vera natura. Per Tim Berners-Lee la vera essenza dell'informazione sta nella globalità.

Tutto cominciò negli anni '80 al CERN di Ginevra dove scrisse "Enquire", ("Enquire Within Upon Everything" era il nome di "un ammuffito volumone di epoca vittoriana che avevo sfogliato a casa dei miei genitori") un primo programma retiforme, in cui una volta che un pezzo d'informazione dentro questo spazio fosse stato etichettato con un indirizzo, si sarebbe potuto ordinare al computer di trovarlo. Essendo in grado di fare riferimento a ogni cosa con altrettanta facilità, il calcolatore avrebbe creato associazioni fra cose che sembravano scollegate ma che, nella pratica, avevano un qualche rapporto. Si sarebbe così formata una rete di informazioni.

"Volendo estremizzare, possiamo considerare il mondo come un'unica connessione. Di solito consideriamo un vocabolario come una raccolta di significati, ma in realtà questo tipo di libro definisce il mondo in termini di parole. Mi piaceva molto l'idea che un frammento d'informazione fosse definibile soltanto attraverso ciò a cui è collegato, e come. In realtà nel significato c'è ben poco d'altro. La struttura è tutto. Nel nostro cervello abbiamo miliardi di neuroni, ma cosa sono? Soltanto cellule. Il nostro cervello non sa nulla sino a quando i neuroni non sono collegati fra di loro. Tutto quello che sappiamo, tutto ciò che siamo deriva da come i neuroni sono collegati.
I computer stivano le informazioni come sequenze di caratteri, perciò per loro i significati sono le connessioni tra caratteri."

Per Tim Berners-Lee l'aspetto fondamentale sono dunque le connessioni in come le lettere si uniscono a formare parole, e in come le parole si uniscono a formare frasi, che poi a loro volta si uniscono in un documento.

A questo scopo serviva creare un sistema con regole comuni, accettabili per tutti, ovvero il più possibile vicino all'assoluta mancanza di regole, in cui la diversità dei vari sistemi informatici doveva essere una ricchezza, qualcosa da sottolineare, non un problema da cancellare. Era importante creare una base comune per comunicare permettendo a ciascun sistema di conservare la propria individualità e l'ipertesto globale aveva proprio questa funzione, bastava apporci un indirizzo per ogni documento o schermo del sistema.
Il passo successivo fu far girare il tutto sulla infrastruttura comunicativa globale che connette i vari computer: Internet. La soluzione consisteva nel comunicare indirettamente in rete, ed Internet è la rete delle reti. Nella sua essenza si tratta di una serie di protocolli standardizzati, di convenzioni tramite le quali i computer si inviano i dati. I dati devono essere processati da un software speciale che li riduce in pacchetti conformi ai due protocolli Internet che governano la spedizione: IP (I Protocol) e il TCP (Transmission Control Protocol). Il programma etichetta ogni pacchetto con un numero unico, poi lo spedisce lungo i fili del telefono o via cavo, dopo di che il computer all'altro capo userà il suo programma per riassemblarli in base alle etichette.

Il Word Wide Web sovrapponendosi a Internet avrebbe appunto collegato l'informazione a questo spazio.

Il web diventa così per definizione l'integrazione di tutti i sistemi di informazione.

Il principio fondamentale del Web è che, una volta messo a disposizione un documento, un database, un immagine, un suono, un video o un dialogo interattivo questo dovrebbe essere accessibile da tutti (salvo previa autorizzazione) con qualsiasi tipo di computer in qualsiasi paese. E dovrebbe essere possibile un rimando, un link, a quel contenuto, perché gli altri possano trovarlo.
Nel web ha poi previsto delle regole, delle convenzioni sul significato, di cui le URI poi URL sono l'indirizzo, il linguaggio usato dai computer è l'HTTP (HyperText Transfer Protocol) che definisce i dettagli tipo chi parla per primo e come parlare a turno. Inoltre quando due computer decidono di dialogare, devono trovare una maniera comune di rappresentare i dati in modo da poterli condividere. Se usano lo stesso programma per documenti o immagini, possono condividerlo direttamente, altrimenti i dati possono essere tradotti in HTML (HyperText Mark-up Language).

Una volta avviata la struttura: il primo browser line-mode e il primo server base, Tim Berners-Lee diffuse la notizia in alcuni newsgroups in Internet, basandosi sul principio di partecipazione aperta dove ogni persona interessata al gruppo di lavoro può dare il suo contributo...
e da lì in poi le persone interessate presenti in Internet fornirono feedback, stimoli, idee, contributi al codice sorgente ... il popolo di I ha costruito il web dalle fondamenta.

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